Dieci anni dopo Splinder

Dopo giorni di attesa e voci di corridoio diffuse con la viralità che solo il web può innescare, è arrivato l’annuncio ufficiale:  Splinder, una delle più “antiche” e popolari piattaforme di blogging in Italia, sarà smantellata il 31 gennaio 2012. La notizia non è passata inosservata fra chi usa la rete per informarsi, per raccontarsi, per aggiornarsi su tutto quello che riguarda il mondo digitale. Anche perché alcuni dei blogger più amati e seguiti nel nostro paese, tanti di quelli della prima ora, sono fra i cittadini di Splinder.

 

La storia di Splinder

Splinder nasce nel 2001, a crearlo l’azienda statunitense Tipic Inc.  Il suo successo è immediato e gran parte dei blog italiani nati a inizio XXI secolo si appoggiano a questa piattaforma che per semplicità e immediatezza si distingue dalla concorrenza. Tramutato in denaro, il suo valore nel 2006 è di 4.5 milioni di euro, cifra pagata da Dada, gruppo italiano leader del mercato internazionale nei settori registrazione di nomi a dominio e hosting e pubblicità in Rete, società che gestisce anche register.it.

Di qualche giorno fa lintervista ad Andrea Santagata pubblicata su Il Post, in cui uno dei fondatori di Splinder e oggi responsabile di Banzai Media, racconta il progetto iniziale  e rende pubblica l’intenzione di Banzai di salvare la piattaforma.

Niente da fare, “Grazie Banzai, ma Splinder chiude”, risponde il giorno seguente l’amministratore delegato di Dada, Claudio Corbetta, sempre dalle colonne de Il Post. “Splinder avrebbe dovuto fungere da motore dell’iniziativa di Social Networking di Dada, ma purtroppo il progetto non si è mai concretizzato secondo le attese” racconta Corbetta.

 

La comunità di Splinder

I post di commiato dei blogger che stanno organizzandosi per emigrare su altre piattaforme, insieme ai commenti che seguono i numerosi articoli comparsi in rete sulla questione Splinder, rivelano altri dettagli.

C’è ci si dispera perché non sa se riuscirà a trasferire tutto su un’altra piattaforma, anche se in molti confermano di averlo già fatto e Splinder stesso si impegna a fornire le indicazioni necessarie per recuperare tutti i contenuti e attivare un redirect al nuovo indirizzo.

C’è chi si rattrista e chi si infuria, qualcuno ha organizzato il flash mob online “Splinder Grazie”, altri con una certa ironia non si stupiscono che fra i circa 400 mila blog Splinder contati nel 2008, solo qualche migliaio sia ancora oggi attivo, dato che da oltre un anno la piattaforma non viene aggiornata.

Altri commenti ribadiscono il concetto, Dada non ha ascoltato gli utenti, non ha fatto nulla per accontentare richieste e necessità di chi quotidianamente usa i suoi prodotti e questo è il motivo che già da tempo spinge i blogger più consapevoli ad abbandonare la piattaforma per approdare su WordPress, Blogger e altre community internazionali. Qualsiasi siano le future intenzioni di Dada, questa circostanza avrà porbabilmente un certo peso sulla sua brand reputation.

 

Le analisi degli esperti

Il Daily Wired, il blog di informazione in tempo reale collegato al sito di Wired.it, a proposito della chiusura di Splinder evidenzia il parallelismo fra l’inizio dell’era dei social network e il calo di attività di blogging, almeno per le fasce di età più giovani. Dato però che i blogger più attivi hanno da tempo trovato nei social il modo ideale per portare traffico sul proprio blog, i dati più interessanti riguardano la tendenza sempre maggiore ad affidarsi a piattaforme ibride, come Tumblr che unisce in un ambiente unico il concetto di social e di blogging. Secondo i dati forniti da Mashable, Tumblr è passato da 7 milioni di blog aperti a gennaio 2011, a quasi 21 milioni in giugno, superando WordPress di qualche migliaia. Ad oggi siamo a 36 milioni.

Non è dello stesso parere il blogger Personalità Confusa, uno dei più famosi narratori della rete con più di mille contatti al giorno, che ha aperto il proprio blog Splinder nel 2002 e in quasi dieci anni ha dato vita ad un nutritissimo romanzo in progress, con storie e personaggi esilaranti.  Intervistato da Sky.it Lorenzo, vero nome di Personalità Confusa che ha già attivato un sito tutto suo per ovviare al problema Splinder, interpreta la situazione in questo modo: chi gestisce Splinder non è riuscito a monetizzare il servizio offerto.

Mancanza di fantasia di chi fa business, un concetto che ritorna anche nell’analisi di Davide Pozzi, autore del seguitissimo Tagliablog dedicato al Web Marketing, il quale si chiede se il forzato inserimento di banner pubblicitari sul layout dei vari blog di Splinder non potrebbe permetterne il salvataggio dato che i costi di gestione non sono particolarmente alti.

Fra le  blogger splinderiane della prima ora anche Luisa Carrada, con il blog del Mestiere di Scrivere collegato all’omonimo sito,  che rappresenta un punto di riferimento fra i  più autorevoli per chi si occupa di scrittura e comunicazione, per il web e non. Sul suo blog per il momento solo un breve annuncio: Sto traslocando, poche parole a commento  sufficienti a rivelare, anche in questo caso, una gestione poco curata, rispettosa e “sicura” da parte di Splinder.

 

Per capire qualcosa di più sulle tendenze del blogging nazionale sarà interessante seguire la vicenda e scoprire quali saranno le piattaforme scelte dalla Carrada e da altri illustri esperti di comunicazione ex-splinderiani che nell’ultimo decennio hanno contribuito a costruire e ispirare la blogosfera di casa nostra.