6 Miti Sfatati del Web Marketing
E’ sempre una vitto
ria far crollare falsi miti, un passo avanti per l’umanintà.
Qui sotto assistiamo al crollo di #6 Miti del Marketing online, frutto di una ricerca di Hubspot, che sfidano alcune teorie di marketing molto diffuse.
Mito # 1: I Social media servono per le conversazioni, non per il broadcasting
La ricerca di HubSpot non ha mostrato alcuna correlazione significativa tra il numero di commenti che un post sul blog ha ricevuto e la quantità di traffico che il post ha generato. In altre parole, le conversazioni non portano traffico.
La ricerca ha anche dimostrato che può non esserci alcuna relazione utile tra la quantità di feedback (commenti e mi piace) su un post di Facebook e il numero di persone che vedono quel post.
Non per ultima, la ricerca su Twitter ha dimostrato che account molto seguiti tendono ad avere una percentuale inferiore di citazioni”@”. In altre parole, pur avendo molti follower, sono molto ascoltati, ma decisamente poco colloquiali.
Mito # 2: “Please ReTweet” non funziona.
Un altro risultato della ricerca è stato quello di mostrare che i tweet contenenti la frase “please retweet” hanno ricevuto più retweet di tweet che non la contengono.
Per quanto sicuramente poco elegante, la lezione è che i marketer devono imparare è di non dimenticare mai di includere call-to-action nei loro tweets. “Se vuoi qualcuno compia una determinata azione, è necessario effettivamente chiedergli di farlo”.
Mito # 3: Non si vende nei fine settimana.
Hubspot ha scoperto che articoli/notizie o prodotti tendono ad essere condivisi su Facebook molto di più durante il fine settimana che nei giorni feriali. Allo stesso modo ha scoperto che le email inviate durante il fine settimana ha avuto un click-through molto più alto (CTR). La lezione è che le aziende dovrebbero tentare di approcciare momenti dove è meno forte la competizione e bypassare supposizioni frutto di convenzioni.
Mito # 4: Non definirti un “guru”.
Quando Hubspot ha analizzato più di cinque milioni di account Twitter ha scoperto che gli account contenente la parola “guru” nelle loro biografie avevano 100 seguaci in più rispetto all’utente medio. Questo dimostra che non si deve aver paura di identificarsi come un’autorità del proprio settore di riferimento.
Mito # 5: Invia meno e-mail.
Un altra scoperta molto interessante è che non c’è un forte calo del CTR per l’invio di numerosi messaggi di posta elettronica. Invece di preoccuparsi del numero di messaggi inviati al database, quello di cui dovrebbero preoccuparsi i marketers è la recency dei loro abbonati. La ricerca ha infatti dimostrato che tanto più “vecchio” era un abbonato, tanto più basso era il suo tasso di risposta al contentuto delle email.
Mito # 6: Klout è senza valore.
Klout è stato spesso accusato di non essere una misura utile di “influenza” del marketing.
La ricerca ha collegato il punteggio Klout di un account ad altre due misurazioni di efficacia di marketing indipendenti (inbound link a un sito web e traffico del sito web) ed ha scoperto una relazione diretta tra un alto punteggio Klout e link in entrata e traffico sul sito. Questo a dimostrazione che i social media e altri canali di marketing sono strettamente collegati tra loro e impattano su livelli di cui spesso siamo inconsapevoli.
A questo link puoi scaricare l’ebook in inglese della ricerca Hubspot.
